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SPECIALE
FLOTTA
di Domenico Ciccone
L’universo trek si snoda attraverso
quella che tutti noi pazzi fanatici conosciamo come la “Timeline”,
vale a dire la concatenazione degli eventi narrata negli episodi delle
serie e nei film, secondo una linea temporale ricavata da citazioni, fatti
e accadimenti vari.
Come noto, gli strali degli appassionati più attenti si sono spesso
diretti verso incoerenze nella “Timeline” sempre più
forti, man mano che nelle storie venivano introdotti elementi come i viaggi
nel tempo o tecnobubbles del tipo discrepanze spazio-temporali, fino ad
arrivare alla guerra fredda temporale di ENT e alle presenze di Borg e
Ferengi spiegate in modo molto forzato.
Ma il succedersi degli eventi nell’universo Trek, oltre alla “Timeline”
ha prodotto anche una serie di interessanti spunti di carattere giuridico-amministrativo
sulla natura della Federazione Unita dei Pianeti, di
cui ho già scritto nei numeri di febbraio ed aprile del 2001.
Spunti altrettanto interessanti sono quelli relativi alle procedure
in uso nella Flotta Stellare, alcune delle quali verranno esaminate in questo
articolo.
Nella Costituzione dei Pianeti Uniti, la Flotta
Stellare viene citata al capitolo III, art. 7, come uno degli
organi della Federazione, accanto al Consiglio della Federazione,
all’Assemblea Suprema, al Consiglio Economico
e Sociale, al Consiglio Legale, e alla Suprema
Corte di Giustizia Interplanetaria (più precisamente si
parla di Flotta Stellare come combined peace-keeping force, la
cui traduzione può suonare Forza associata per il mantenimento
della pace).
Sappiamo
bene da innumerevoli citazioni sparse nelle serie e nei film che il Comando
di Flotta ha sede a San Francisco, sulla Terra.
Come ogni Flotta che ha solcato i mari nel corso dei secoli, anche la
Flotta Stellare ha una serie di procedure per il suo funzionamento, raccolte
nei più volte citati “Regolamenti di Flotta”.
I regolamenti trattano gli argomenti più disparati, dalle procedure
per le esplorazioni sui pianeti all’uso del ponte ologrammi sulle
navi stellari: ovviamente l’analisi che ne farò si baserà
su scelte assolutamente personali.
Cominciamo
con una procedura fra le più ricorrenti, e cioè che il capitano
di una nave stellare non può partecipare alle missioni di ricognizione.
Picard rimprovera bonariamente Data all’inizio di “Nemesis”
proprio del fatto che, come suo nuovo Primo Ufficiale dopo la promozione
di Riker a capitano della Titan, l’androide sarà sicuramente
inflessibile a riguardo, e Data risponde citando, come fonte del divieto,
il Codice della Flotta, sez. 12 paragrafo 4.
Si può intuire che l’articolo sopra citato sia stato inserito
nel Codice sicuramente dopo la fine delle missioni dell’Enterprise
di Kirk, dato che negli episodi della TOS il capitano fa spesso parte
delle squadre di sbarco insieme ad altri membri dell’equipaggio,
come del resto fa il suo predecessore Archer in ENT. Il motivo più
logico del divieto è quello di non lasciare la nave senza il suo
capitano nel caso di accadimenti negativi, o di impedire che l’equipaggio
venga indotto a compiere qualcosa di non conforme alle direttive, nel
caso di un qualche condizionamento alla personalità del capitano
che lo porti a dare ordini contro la sua volontà. Come
caso emblematico possiamo citare l’episodio della TOS “Il
duplicato”, nel quale Kirk, risalendo da una missione sul
pianeta Alfa 177, a causa di un guasto nel teletrasporto viene duplicato
in due corpi identici, l’uno razionale e pacifico e l'altro emotivo
ed aggressivo, e non è in grado più di svolgere le sue funzioni
di comando. Come dire: l’esperienza insegna.
Da questa prima procedura ne deriva conseguenzialmente un’altra,
e cioè la facoltà del medico di bordo di interdire il capitano
dalle sue funzioni di comando, qualora il medico stesso ritenga che il
capitano non sia più in condizioni di svolgere il suo compito.
L’ultima citazione in ordine di tempo la troviamo nell’episodio
di ENT “Il nido”, quando il dottor Phlox
solleva Archer dal comando a causa della sua ossessione per la salvezza
di uova di insettoidi Xindi trovate in una nave alla deriva. Il comando
passa automaticamente al primo ufficiale, e il capitano viene confinato
nei suoi alloggi (o in infermeria, se il problema è medico), fino
a quando il medico di bordo non lo ritenga necessario. Lo stesso medico
ha poi il dovere di stendere un dettagliato rapporto sulle ragioni che
lo hanno portato all’estromissione dal comando del capitano, rapporto
che dovrà essere esaminato e giudicato dal Comandi di Flotta.
Sempre
in campo medico, notiamo la differenza di procedura, ovviamente dovuta
a ragioni tecnologiche, relativa agli sbarchi dell’equipaggio di
ENT rispetto agli altri, da TNG in poi. In più occasioni i membri
dell’equipaggio di ENT sono stati chiusi in camera di decontaminazione,
e per loro è stato necessario cospargersi di uno speciale gel-biomedico
per la neutralizzazione di eventuali agenti patogeni. Questa procedura
si può ritenere superata con l’introduzione del biofiltro
nel teletrasporto, dispositivo che analizza il flusso di materia in arrivo
alla ricerca di possibili forme di vita batteriologiche e virali pericolose
e note. Se viene individuato qualcosa di corrispondente, il biofiltro
lo elimina dal flusso di materia. Troppo spesso, però, il biofiltro
mostra delle pericolose falle: per esempio, nell’episodio di TNG
“Contaminazione”, La
Forge porta a bordo della nave il famigerato virus PSI2000, già
visto nella TOS, senza che i biofiltri, teoricamente tarati per riconoscerlo,
abbiano fatto alcun effetto.
Vero è anche che nell’episodio di VOY “Il Vinhaar”,
Janeway ordina di attivare un campo di contenimento controllo biologico
dopo il teletrasporto a bordo del Malon contaminato dalle radiazioni teta,
segno di una ulteriore affinazione dei protocolli medici. I protocolli
medici della Voyager, peraltro, già si differenziano rispetto alle
altre navi di flotta dal fatto che il medico di bordo è un ologramma,
e dunque può operare direttamente su pazienti anche potenzialmente
virali senza bisogno di particolari protezioni.
Concludiamo questa prima parte con l’analisi delle procedure
di allarme: la Flotta prevede tre livelli di allarmi a bordo
delle navi stellari, a seconda della gravità della situazione,
e sono l’allarme giallo, l’allarme rosso e
l’allarme blu.
L’allarme giallo viene impartito in situazioni
di pericolo non imminente ma comunque ragionevolmente possibile, e comunque
in tutti quei casi che necessitano di approfondimento di analisi: in ST
L’IRA DI KHAN, Kirk chiama l’allarme giallo allorquando la
nave federale RELIANT non risponde ai tentativi di comunicazione dell’ENTERPRISE.
La
procedura prevede che gli scudi siano riforniti di energia, anche se non
necessariamente alzati, e che anche i banchi phaser vengano riforniti
di energia e messi in stand-by, con conseguente puntamento automatico
sull’obiettivo indicato. Il personale deve abbandonare i luoghi
ricreativi e dirigersi alle rispettive sezioni, mentre il computer di
bordo avvia una serie di programmi diagnostici sui sistemi tattici per
verificare lo stato di prontezza dell’astronave. Dalla citazione
che fa il tenente Saavik, non completata per l’intervento
di Spock, e dalla reazione di Kirk successiva allo scontro con la RELIANT,
si intuirebbe che la situazione descritta si presterebbe più ad
un allarme di tipo rosso, quindi di livello superiore.
L’allarme
rosso viene chiamato in situazioni di pericolo per la
nave e/o l’equipaggio, e in casi di combattimento imminente o di
attacco proditorio; in condizioni di allarme rosso, gli scudi vengono
alzati automaticamente, oltre ai banchi phaser, vengono energizzati e
posti in stand-by anche i siluri fotonici, il nucleo di curvatura, se
disattivo, viene attivato e posto al 75% per cento della sua potenza,
e il computer attiva una diagnostica di livello 4 su tutti i sistemi della
navi, ad intervalli di cinque minuti. Tutto il personale deve immediatamente
fare rapporto alle rispettive sezioni, compresi i membri nel ciclo del
sonno, questi ultimi nel tempo di 15 minuti dall’attivazione dell’allarme
rosso.
L’allarme
blu è invece un procedura più particolare, relativa
alla necessità di una nave stellare di atterrare su un pianeta,
e ne vediamo per la prima volta la completa procedura di realizzazione
nell’episodio di VOY “Una nuova Terra”:
l’ingegnere capo disattiva il nucleo di curvatura e spegne i motori
ad impulso, mentre il timoniere regola la rotta della nave che procede
in planaggio libero, compensando con i propulsori atmosferici. Alla vista
del luogo di atterraggio sul visore della nave, il capitano ordina l’uscita
dei piloni di sostegno e l’attivazione dei freni inerziali; l’allarme
ha termine con l’atterraggio della nave.
Un
diverso tipo di allarme blu è previsto sulla DEFIANT,
la nave federale dotata di dispositivo di occultamento vista più
volte in DS9; in questo caso, l’allarme indica proprio l’attivazione
del dispositivo di occultamento, e comporta la disattivazione di tutti
i sistemi non necessari e l’obbligo per l’equipaggio di non
provocare alcun rumore che possa far identificare la presenza della nave.
Da notare che le condizioni di allarme sono caratterizzate da segnali
luminosi e sonori su tutti i ponti, per permettere a tutto l’equipaggio
di venirne a conoscenza dovunque esso si trovi. Dall’episodio di
ENT “La singolarità”, apprendiamo
che la prima idea di collegare la procedura di allarme, allora definito
‘tattico’, all’attivazione automatica di sistemi offensivi
e difensivi dell’astronave, fu del tenente Malcolm Reed. Il capitano
Archer approvò in pieno l’abbinamento con suoni e colori,
ma suggerì di rendere il suono dell’allarme meno assordante.
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